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Nov 29

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Grazie Denis, è bello averti con noi


Per una volta abbiamo deciso di togliere la tradizionale home page e sostituirla con una lettera. A scriverla è Denis Riviera, il nostro tecnico di uno dei tre gruppi di Giovanissimi. Ci è piaciuta talmente tanto che abbiamo pensato meritasse un posto speciale. È lunghissima, e si vede, ma merita di essere letta fino in fondo. A Denis diciamo: sappi che sarà molto difficile che tu riesca a “liberarti” di noi. Chi ha questi valori avrà sempre un posto nella nostra società. Grazie.

Corsoallenatorilogo

Carissimo webmaster chi ti scrive è un Allenatore che è stanco di vivere vedendo questo calcio dilettantistico essere preda di persone che non hanno capito lo spirito del gioco della competizione e del crescere i propri figli con lo  sport.

Il calcio è dei ragazzi e solo dei ragazzi, e allora basta a tutti quei genitori che fanno gli allenatori fuori dal campo, contestando decisioni, pensando che loro avrebbero fatto meglio (ma col senno di poi) o peggio, a tutti quei genitori-procuratori dei propri figli, che guarda caso nei periodi tra fine Novembre e Dicembre e tra fine Maggio e Giugno cominciano a mettere le basi con agganci ad altre società, perché pensano che dove attualmente militano ci sono dei “cretini o incompetenti” oppure che ci siano solo problematiche che altrove non vi sono e anzi al contrario sia tutto oro quello che luccica.

BASTA!!! Riprendiamoci il calcio!!!

Non è possibile sentire solo lamentele come nella TV del calcio dei grandi e mai disquisizioni piuttosto su dei gesti tecnici dei ragazzi.

Sento dire adesso, che fa freddo ci vogliono i giacconi, le maglie con le maniche lunghe non ci sono per tutti, il campo è allagato perché non abbiamo il sintetico (FORSE PERCHE’ COSTA UNA CIFRA ??!!) , perché quel gruppo sta in un campo grande e quello nel piccolo, perché loro giocano con le maglie nuove e noi vecchie perché perché perché!!!!!!

Io sono del ’64 e quelli della mia generazione o li’ intorno forse non si ricordano quando giocavamo noi.

Un Allenatore uno o due dirigenti presenti in campo e fuori,  sempre precisi e soprattutto a sostegno del mister e non pugnalatori alle spalle, uno o due genitori affidabili che per lavoro potevano seguire i ragazzi, si caricavano e si andava a giocare in tutto il mondo (pioggia, neve o vento…).

Trovavamo realtà spettrali con campi in terra (altro che mezza erba o sintetici), gli spogliatoi??!!;  che quelli che ho visto all’Ardor sabato erano gioielli. I palloni??!!; fatemelo dire, di m…a, ma la voglia l’interesse e l’entusiasmo erano alle stelle.

Bravi ragazzi nonostante una sconfitta e quando si vinceva erano sorrisi a 250 denti.

Ma oggi e’ così tanto diverso da ieri??!!

Eppure i nostri ragazzi sono identici a come eravamo noi e vorrebbero (e di questo ne sono convinto) un calcio così, come allora, ma i discorsi dei genitori, spesso Padri… ma a volte anche Madri e in certi casi Nonni, Nonne, Zii e quant’altro, finita una partita nel ritornare in macchina, o a casa sono diversi, lo so bene perché noi allenatori ce ne accorgiamo poi parlando con i ragazzi, dalle loro labbra sentiamo le vostre parole e sono sempre in contrasto con quello che noi mister abbiamo detto o fatto.

Peggio quando durante le partite i ragazzi hanno indicazioni di gioco ben precise e voi dalle tribune suggerite gesti tecnici o peggio movimenti tattici che non erano nel compito dei ragazzi.

Se aveste la fortuna di avere un figlio che gioca nel Toro o nella Juve vi garantisco che non uscirebbe un fiato dalle vostro bocche, pena l’allontanamento del vostro ragazzo dalla squadra, ma invece qui o al Venaria al Lucento o all’Orione eccetera eccetera… tutto è lecito, tutto vi è consentito, come se gli addetti ai lavori di queste societa’ fossero inesorabilmente incompetenti e stupidi.

Ai miei tempi, mio padre (figuriamoci mia madre che alla Domenica preparava il sugo già dalle 8 del mattino), non sapevano neppure dove io giocassi, credo che per impegni di lavoro mio padre abbia visto forse una partita.

Giocavo prima al Venaria e poi alla San Francesco, sul Campo numero 3 alle 8,45 col ghiaccio e quando andava bene alle 9 sul Campo numero 2 (ed era gioia immensa), chi stava in panchina batteva le brocche ma non ricordo lamentele, i dirigenti uniti con genitori con poche lire comprarono dei plaid per tenere al caldo i panchinari, le maglie erano come quelle di oggi grandi per i piccoli e piccole per i grandi, e  spesso mancavano i calzettoni nel gioco delle divise, dove appunto noi puntualmente ce li scambiavamo con chi usciva dal campo (ve lo ricordate questo piccolo particolare??!!).

Eppure era un calcio meraviglioso ed io ho avuto proprio lì, in quel contesto, la fortuna di conoscere genitori dei miei compagni di avventura che venivano al seguito e che ancora oggi incontro e li ricordo con un piacere enorme.

La cosa che mi fa male oggi e che, tranne qualche mamma che ogni tanto ci prova, non ho mai sentito in questi anni, e adesso  sono molti, cori che inneggino l’intera squadra, un’ incitamento a tutti i ragazzi. Solo apprezzamenti calorosi verso e per il proprio figlio.

Il Calcio è gioco di Squadra e a meno che non si abbia un Maradona o un Messi in campo a questi livelli s’incomincia a vincere con il gioco di squadra. Certo con giocatori più bravi di altri ma questo è sempre stato così.

Purtroppo l’Italia e tra i peggiori paesi d’Europa in fatto di cultura sportiva, e il dato è riscontrabile anche nei risultati delle Nazionali-Giovanili, dove al contrario Svizzera, Spagna, Germania e Olanda paiono irragiungibili, questo proprio perché un istruttore sin dai quando incomincia con i Piccoli Amici non riesce a lavorare nella tranquillità sola di far crescere cognitivamente e coordinamente un bimbo.

Meno male che non tutti sono così e nella mia strada ho conosciuto genitori straordinari, che mi hanno ringraziato laddove si sono messi da parte e, tra cazziatoni urla abbracci e coccole, ne sono usciti ragazzi che oggi sono stati contattati dal Genoa calcio, dal Chieri ad altre di minore importanza o che giocano in primi gruppi importanti, e ieri erano sbattuti nei terzi o secondi gruppi abbandonati a se stessi a meno che non ci fosse qualcuno che si impegnava a tirarne fuori qualcosa di positivo, e mi è successo in societa’ molto blasonate e chi mi conosce sa di cosa parlo.

Oggi vedo all’Accademia tanta voglia di far bene e soprattutto di far calcio che è quello che conta, e allora i genitori devono cambiare mentalità e non vivere quei momenti che loro, o non hanno avuto per tempi diversi o che vorrebbero rivivere ma non e’ così oggi. È il tempo dei vostri ragazzi .

Chi volesse puo’ mettersi in gioco, si aggrega ad una società, si fa degli anni di esperienza coi piccoli e poi si prende un patentino. Non è così? Allora zitti.

Commentate le gare della Juve del Toro dell’Inter lasciate ad altri quelli dei ragazzi dilettanti.

Il calcio e’ di gente come Fabio, che tra difficoltà: bollette, spese, pagare i mister e vari altri problemi, deve far quadrare i conti e trovare le risorse per risolvere i problemi di tutti. Il calcio e’ di Donato che arriva alla mattina e va via alla sera e quando manca una mezza giornata sono cazzi amari. Il calcio e’ della segretaria Cristina che finisce il suo lavoro e si viene a sedere in segreteria a mettere a posto archivi e altro per concedersi ogni tanto una sigaretta e forse un caffè. Il calcio e’ del Webmaster Beppe che scrive di tutti i ragazzi e mister spendendo parole d’incitazione per tutti, spendendo tempo su una tastiera e osservando tutto. Il calcio e’ di Cristiano che deve trovare gli spazi per i piccoli e farli crescere assieme ai suoi mister, il calcio e’ di tutti quei Dirigenti che non conosco o che ho la fortuna di averne conosciuti, che lavorano per la società in silenzio con abnegazione e che non sparlano e raccontano le storie dello spogliatoio. S’incazzano giustamente quando le cose non funzionano ma cercano sempre un rimedio parlando con chi di dovere. Il calcio è di mister come i miei AMICI Andrea Faccini e Andrea Piemonte come Campasso, Agresta, Marasco e tanti altri e scusate se non vi cito tutti, che cercano di dare tutto. a volte. in realtà spesso difficili che altri da fuori non possono immaginare. Perché un mister deve guardare 18/23 figli e non uno solo. Il calcio e’ dei ragazzi perché tra i 5 e i 17 anni vivono una delle cose più belle della loro vita che ricorderanno per sempre e quando avranno l’età di voi genitori non dovranno ricordarsi delle polemiche e delle discussioni: mio figlio sta in panchina più di quell’altro, quello era scarso e giocava e il mio no ecc…, ma dovranno ricordarsi che con una societa’ partita dall’anno zero come è la NOSTRA, forse riuscirà a vincere un campionato provinciale ed è quello che auguro ai miei colleghi perché in questa maniera TUTTA LA SOCIETA’ CRESCE!!!!

Il calcio potrebbe e dovrebbe anche essere dei genitori, ma quelli che incitano, che danno il buon esempio ai propri figli, quelli che spendono i danari in benzina per andare su ogni campo, che non assecondano sempre e per forza il figlio, ma che lo spronano e gli insegnano che nella vita bisogna stringere i denti che le cose vanno conquistate meritate e guadagnate con il sacrificio e l’impegno.

Quando ero piccolo mio padre mi diceva “se torni a casa da scuola e la maestra te l’ha suonate io ti do il resto“, forse allora era troppo ma oggi appena un’insegnate, o un mister, o qualsiasi altro istruttore “cazzia” un ragazzo si smuove la famiglia contro il cazziante senza ascoltare e senza rendersi conto che nella vita ci sono delle regole e nel calcio ci sono quello dello spogliatoio e nello spogliatoio comanda il mister e i ragazzi lo seguono come un capo tribù. Così era allora e così deve tornare ad essere oggi perché domani voglio essere ricordato dai miei ragazzi per un mister che ha dato a loro, poco o tanto ma ha dato, che giocassero tutta la partita o solo 5 minuti a gara. Come io oggi, quando incontro i miei vecchi allenatori, li abbraccio calorosamente ricordando i momenti più belli della mia vita correndo dietro ad un pallone.

Un’ allenatore, anzi un istruttore Coni/FIGC stanco e che probabilmente a fine anno lascerà questo mondo che adoro ma che rende sempre più insonni le mie notti.

Riviera Denis – Cral Gtt ’99

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